Dai clisteri ai lassativi: ovvero "il sospiro del pharmacien"
di
Patrizia CatellaniNel XVII secolo in Francia i farmacisti realizzarono un’innovazione importante per la loro immagine: il cambiamento di nome della loro professione. A partire da quel secolo, infatti, il farmacista da apothicaire divenne pharmacien. Questa variazione scaturì da una problematica connessa alla moda del
clistere, una pratica che si diffuse, soprattutto in Francia, dal XV al XVIII secolo.Tutti, medici e pazienti, credevano nelle sue virtù, al punto che a Martin Lutero ne fu persino praticato uno dopo la sua morte, il 18 febbraio 1546, per rianimarlo, "eventualmente avesse ancora un soffio di vita…".
Si dice che Luigi XI credesse talmente nei benefici del clistere da farlo somministrare perfino ai suoi amatissimi cani. Si dice poi che Luigi XIII si sottoponesse ad almeno 212 clisteri all’anno e che altrettanto facesse Luigi XIV. Non c’era maggior onore, secondo le cronache dell’epoca, che avvicinare questo sovrano in una di tali intime occasioni…
I
farmacisti francesi avevano un legame particolare col clistere, perché tra i loro obblighi professionali rientravano sia la preparazione dei clisteri medicati che la loro somministrazione.L’applicazione dei clisteri avveniva tramite
siringhe metalliche. Ne esistevano di varie dimensioni, di vari materiali e di diverse forme.Alcuni rendiconti di spese apotecarie ci informano sui prezzi riscossi per le somministrazioni di clisteri a favore di gentiluomini e gentildonne di Corte. Erano prezzi generalmente molto elevati: l’apoticario doveva trasferirsi, con tutta l’attrezzatura nella dimora del paziente, e per farlo doveva anche lasciare la sua bottega.
Col passare del tempo questa terapia divenne
oggetto di burla per gli apotecari. Nel XVII secolo, in particolare, la satira francese e, prima ancora, lo stesso Molière nel suo "Le malade imaginaire" fecero dell’apothicaire che somministra un clistere un bersaglio così vessato che nelle corporazioni si diffuse un imbarazzo insopportabile. Questo disagio indusse, appunto, i farmacisti francesi ad abbandonare il titolo di apothicaire e ad adottare quello attuale di pharmacien. Il cambiamento salvò l’onore degli apothicaires, ma la satira per molto tempo non si dimenticò del legame che i farmacisti francesi avevano avuto con la somministrazione del clistere.È il caso di dirlo: solo con la diffusione dei lassativi essi tirarono un grosso…sospiro di sollievo
Dal Conci (1934) leggiamo a proposito dei clisteri: "… per l'applicazione dei clisteri, che tanta voga ebbero specialmente nel '6oo, si usava una siringa di stagno, inventata dal medico arabo Albucasis, o, come altri vogliono, dal medico pavese Gatinaria (morto nel 1496); ma erano anche in uso altri apparecchi per lo stesso scopo, come per esempio la vescica bubula, cioe una borsa o vescica legata ad una cannula; o quelli fabbricati dal Parè e da Fabrizio Hildano (questo anzi li muniva d'una chiavetta). La congiunzione fra recipiente e cannula fu dapprima rigida, poi flessibile: cosi era creato il tipo d'apparato che con l'introduzione dei tubi di gomma, doveva diventare l'attuale
enteroclisma.Al tempi del Molière l'applicazione di clisteri, che prima era di spettanza dei medici, era una delle incombenze tipiche del farmacista,
origine di innumerevoli spunti letterari e umoristici. In molte tariffe era indicato il prezzo che il farmacista poteva richiedere per l'applicazione del clistere. La terra classica dei clisteri fu la Francia, dove si possono cogliere i più bei fiori letterari in tale riguardo. ecco per esempio l'epitaffio posto sulla tomba di un farmacista:Ci git qui pour un quart d'ecu
S'genouillait devant un cu.
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Articolo in parte preso da: Punto Effe n°10, 14 settembre 2000