Caricature di Speziali e Farmacisti
La caricatura è stata usata specialmente dal tardo diciassettesimo secolo fino alla metà del diciannovesimo come una delle forme di satira nei confronti di varie professioni e di vari individui noti al pubblico. Gli speziali non si sono sottratti a questo genere di umorismo, di cui presentiamo qualche esempio. Il primo è un'incisione firmata Guerard, che probabilmente era Nicolas Guérard le Jeune, attivo verso la fine del diciassettesimo secolo. Il disegno, intitolato Les Remèdes à Tous Maux, non è particolarmente caricaturale, e l'intento satirico è messo piuttosto in evidenza dalle didascalie (Figura 13). L'incisione mostra una signora sofferente circondata da un chirurgo che la salassa, un medico che sta per darle una purga e uno speziale inginocchiato che è pronto col suo clistere. La purga è per il mal di denti e il salasso combatte i calli dei piedi. Il rimedio dello speziale è per i geloni sulle dita, e le ragioni della sua efficacia sono spiegate così:
"POUR LES ANGELEURES Aux doibts prenéz des lauements Car cest aux intestins quil faut aller recta. Ce mal n'etant causé que par des esprits nitreux qui sexhale des Entrailles lors que le ventre est paresseux. Ergo clistere: amolliant Ex bono pour abaisser les fumeé du ventriculle qui montent Aux doibts Circulando."
Abbiamo cercato di trascrivere il testo esattamente nella curiosa grafia dell'artista, che tra l'altro vi ha voluto introdurre qualche parola latina come era di moda nel gergo medico. In pratica i clisteri sono buoni per i geloni perché rendono puntuale l'intestino. Il male è causato da spiriti azotati che esalano dai visceri costipati. Il clistere abbassa i fumi del ventricolo che salgono alle dita.
Verso la fine del diciassettesimo secolo le varie professioni furono talvolta rappresentate allegoricamente mostrando personaggi costituiti o coperti di strumenti della loro attività. Una di quelle stampe, l'Habit d'Apoticaire di Larmessin, è presentata da Patrizia Catellani. Grazie alla cortesia del Museum of the Royal Pharmaceutical Society of Great Britain (www.rpsgb.org.uk) possiamo mostrare una coppia di stampe simili (circa 1700) con titoli in due lingue, Un Apoticaire - Ein Apotecker (Figura 14) e Femme d'Apoticaire - Eine Apoteckerin (Figura 15), in cui si vedono sia utensili che piante medicinali.
L'Apoticaire Charitable è il titolo malizioso di vari disegni o dipinti francesi del diciottesimo secolo derivati l'uno dall'altro, che mostrano la somministrazione di un clistere a una giovane donna addormentata. Uno di questi (Figura 16) fu fatto da Bernard Picart (1673-1733), incisore, disegnatore e miniaturista francese trasferitosi in Olanda. Anche qui abbiamo una didascalia, questa volta in versi:
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"Pour soulager vôtre migraine, |
Presentiamo anche due caricature vere e proprie del diciottesimo secolo, anche queste messe gentilmente a disposizione dal museo citato sopra. La prima (
Figura 17) è Apotekeren - L'Apoticaire (circa 1730) del caricaturista e ritrattista Jacques-Antoine Arlaud (1668-1743) con un giovane speziale occhialuto, inginocchiato e visibilmente emozionato, che sta per applicare una gigantesca siringa a una signora non visibile (suggerita solamente da una scarpa femminile lasciata per terra). L'altra caricatura è The Bruising Apothecary (1774) incisa da Matthew Darly, con un farmacista bellicoso che si prepara a una zuffa tenendo in mano la sua parrucca (Figura 18).Mostriamo poi una caricatura della metà del diciannovesimo secolo, intitolata Apothicaire - Servez la Bavaroise (
Figura 19). L'autore è Charles Philipon, disegnatore, litografo e giornalista francese (1800-1862), che fu soprattutto un caricaturista, ispirò Daumier e Gavarni, e fondò vari giornali satirici tra cui La Caricature e Le Charivari.Le prossime cinque illustrazioni sono caricature di disegnatori francesi rinomati del diciannovesimo secolo che si burlano in forma non troppo malevola della rispettabilità e dignità conquistate con orgoglio dai farmacisti, ormai non più apothicaires. Le siringhe sono scomparse e la scena in tutti questi casi è il negozio del farmacista. La prima di queste caricature (
Figura 20) è di Jean-Ignace-Isidore Gérard detto Grandville (1803-1847), che amava presentare i suoi personaggi sotto forma di animali. È intitolata Les Métamorphoses du Jour e risale al quarto decennio del secolo. La seconda caricatura, del 1837, fu disegnata da Philipon (citato sopra) e litografata da Daumier (del quale parliamo più avanti a proposito della satira politica). È intitolata Apothicaire en Pharmacien (Figura 21) e fu pubblicata su Le Charivari. La terza caricatura (Figura 22) è ancora di Daumier e porta una didascalia che comincia con "Oui monsieur... dévoué par état et par sentiment à la philantropie [sic]". Fu pubblicata su Le Charivari nel 1844 come parte della serie Les Philantropes [sic] du Jour. La quarta caricatura (Figura 23) mostra un giovane farmacista con due giovani clienti; è semplicemente intitolata Pharmacien, è di nuovo di Philipon ed è della metà del secolo. La quinta caricatura (Figura 24) è di Charles-Émile Jacque (1813-1894), è intitolata Une Pharmacie Omnibus ed è del penultimo decennio del secolo. Tutte le ultime sei illustrazioni citate provengono dalla collezione di immagini della United States National Library of Medicine, come si intravede nella filigrana circolare.Un importante congresso di farmacisti tenuto a Vienna nel 1869 dette l'occasione a Casimiro Teja, uno dei più brillanti caricaturisti italiani (1830-1897), di ritrarre un gruppo di farmacisti impegnati apparentemente in un dibattito (anacronistico) sulla famosa siringa. La caricatura, intitolata Congressomania, apparve sul periodico satirico Il Pasquino (
Figura 25).Antoine-Gustave Droz (1832-1895) era un pittore francese di costume passato più tardi al giornalismo e alla letteratura. Fu l'autore di un dipinto intitolato Les Apothicaires, in cui una ragazza disperata sembrava subire suo malgrado le attenzioni di due speziali muniti di enormi siringhe. Il quadro è (o era) conservato nel Musée de la Pharmacie Centrale des Hôpitaux de Paris e ne forniamo una riproduzione un po' rudimentale, sufficiente tuttavia a darne un'idea (
Figura 26). Il laboratorio farmaceutico Chantereau-Innothéra di Parigi ne produsse intorno al 1920 un'imitazione in un'ottima litografia pubblicitaria a colori per enfatizzare (con un certo umorismo) la superiorità delle loro compresse lassative per via orale (le compresse di Mucinum) a confronto dei metodi tradizionali. (A questo proposito viene in mente il tema del "sospiro del pharmacien" esposto da Patrizia Catellani.) La litografia fa parte della collezione di immagini della Wellcome Library di Londra, ma purtroppo le condizioni imposte per la sua riproduzione non ci consentono di presentarla qui. La didascalia (in francese) dice "Terapia anteriore alle compresse di Mucinum", e continua sul retro con le virtù del prodotto: "Lassativo dolce non contenente alcun drastico; composizione medicamentosa i cui componenti [1] stimolano le secrezioni intestinali (fegato e altre ghiandole), [2] provocano la peristalsi (in particolare al livello della s iliaca), [3] facilitano lo scorrimento del chimo intestinale (e la sua espansione); contro tutte le forme di stitichezza da mezza a due compresse al giorno". Il prodotto rimase in vendita fino al 1997. Esiste anche una vignetta del pittore e caricaturista francese Joseph Kuhn-Régnier (1873-1940) che fa uso dello stesso motivo, benché non vi figurino speziali. Fu pubblicata nel 1915 sul periodico L'Illustration per fare pubblicità a un nuovo lassativo, e mostra un signore nel "museo dell'antico arsenale terapeutico" che davanti a una vetrina contenente una varietà di siringhe e irrigatori spiega a una giovane ragazza: "Vedi, tutti questi strumenti di tortura sono diventati inutili, dopo la scoperta del Jubol, la meravigliosa rieducazione dell'intestino."