
Farmacia Citterio
nel 1991, oggi farmacia del Dr. AlidosiLuisa Erba scriveva nel 1991 a proposito della Farmacia Citterio: "Tra i più antichi arredi si segnala quello della farmacia Citterio (già Pietra, già Preti), "in Strada nova, dirimpetto all'Università", così la citava a metà Settecento Goldoni in una delle tre commedie d'ambiente pavese: Gli amori di Zelinda e Lindoro (atto III, scena 11). Le scanalature sono documentate come provenienti dalla spezieria della Certosa, regolarmente acquistate dal farmacista Bonfichi, secondo Luigi Baggi a fineSettecento, secondo Diego Sant'Ambrogio all'inizio dell'Ottocento (cfr. Adriana Sartori, La politica dei beni culturali in età francese e il caso di Certosa, in "Annali di Storia Pavese" n.20, 1991), e denunciano l'operazione di adattamento ai nuovi locali, come è visibile nei due scomparti di zoccolatura che affiancano la porta centrale, lavorati in modo diverso e più mosso rispetto al resto, e analogamente negli armadi a vetri interi entro cornici marcatamente modanate mentre i vetri delle ante a cornice più semplice sono percorsi da una sottile piombatura".
Da: Luisa Erba, Arredi storici nelle Farmacie Pavesi. In "Pavia Economica", Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Pavia, n.2 1991.