Notizie relative alla Farmacia dell'Ospedale San Matteo di Pavia

Nel saggio di Renata Crotti Pasi L'attività dell'Ospedale San Matteo nel primo secolo di vita (1448 - 1548), in: L'Ospedale San Matteo di Pavia. Fatti e problemi del passato, a cura di Dante Zanetti, Pavia 1994, si trovano interessanti elementi relativi alla costituzione e alla gestione della Farmacia dell'Ospedale San Matteo. Rappresentando essi un importante tassello per la ricostruzione della storia della Farmacia a Pavia si è ritenuto utile inserirli nella pagina del Dipartimento dedicata alla Storia della Farmacia.

La fondazione dell'hospitale magnum Sancti Mathei sive de la Pietate1 ad opera dei soci della omonima confraternita laicale, nel giugno del 14492, rappresenta per Pavia un caposaldo nella storia dell'assistenza in generale, e di quella sanitaria in particolare, e si configura come atto di consolidamento e nello stesso tempo di superamento del sistema ospedaliero medievale.

L'apparato assistenziale presente nella città e nel territorio prima della istituzione del San Matteo denunciava non poche carenze: si trattava in genere di ospedali, ospedaletti, ospizi, spesso gravati da difficoltà finanziarie dipendenti da una cattiva amministrazione, dall'utilizzo di fondi a scopo personale e da abusi di varia natura3.

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E' opinione diffusa che la concentrazione ospedaliera della seconda metà del secolo XV abbia dato origine a un primo orientamento in senso terapeutico degli ospedali che fino ad allora erano stati intesi come semplici luoghi di ricovero per i poveri bisognosi135.

Anche il nostro ospedale è in linea con questa tendenza: al suo interno viene da subito privilegiato il momento terapeutico rispetto a quello puramente assistenziale. Esso conserva ben poco del medievale "albergo dei poveri" ed è già sulla buona strada per diventare quello che dopo gli sviluppi settecenteschi sarà la più moderna "fabbrica della salute", e in seguito la "macchina per guarire", finalizzata alla cura e al ristabilimento dei malati136.

Il capitolo XXXVI degli statuti precisa infatti che l'ospedale è stato istituito ut in illo acceptentur et solummodo maneant in illo soli infirmi qui et decumbentes sunt et qui fideli et vero medicorum hospitalis iudicio curari sanarique possunt adhibitis congruis medicine remediis137. L'insistenza del testo statutario nel chiarire le funzioni dell'ospedale fa supporre che la situazione degli altri enti ospedalieri pavesi fosse molto fluida o poco definita in fatto di ricoveri.

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L'istituzione della farmacia dell'Ospedale San Matteo era stata deliberata il 13 maggio 1470, ma essa risulta funzionante solo nel 1488215. Secondo i deliberati del consiglio, essa deve essere sempre ben fornita per provvedere alla cura dei ricoverati con la più adeguata quantità e la migliore qualità di medicinali, che per statuto devono essere reperiti sui migliori mercati, come Genova e Venezia216. Il farmacista è coadiuvato dai famuli che devono avere la possibilità di esercitare un pronto intervento sia di giorno che di notte: a tal fine si dispone che venga loro assegnata la camera soprastante la stessa farmacia ut comodius surgere valeant pro occurrentibus necessitatibus217. Anche il farmacista, come già i medici, ha l'obbligo di risiedere all'interno dell'ospedale; se si rifiuta di stabilirvisi viene esonerato dall'incarico: il 21 dicembre 1488 il farmacista Giovanni Domenico de Venzago, che non si era attenuto a questa disposizione, viene sostituito con un altro farmacista, ritenuto altrettanto capace e idoneo218. Altri casi di espulsione del farmacista e anche dei famuli, per comportamento inaccettabile, sono registrati nel corso degli anni219. Numerosi sono gli interventi dei deputati per controllare la contabilità della "speciaria" e per provvedere alle sue necessità: il 17 luglio 1496 si ordina che i soldi destinati ad essa non siano spesi per altri fini; c'è il rischio infatti che essa rimanga malle fulta de suis debitis aromatibus et speciariis. Il danaro riservato alle spese farmaceutiche sia posto in "uno capsono" le cui chiavi devono essere tenute dall'economo e dall'addetto all'ufficio che registra le entrate e le uscite220. La farmacia deve servire soprattutto alle esigenze dell'ospedale: i farmacisti non possono consentire l'acquisto a credito di medicinali per una somma superiore a 10 lire imperiali, se non dietro autorizzazione del viceministro221.

In più di una occasione si fa rilevare che, nonostante tutti i provvedimenti intesi a garantirne il buon funzionamento, la farmacia presenta ancora manchevolezze preoccupanti: era infatti invalso il malvezzo da parte di alcuni (studenti, medici, membri della confraternita) di rifornirsi di medicine senza corrispondere il dovuto222. Il fatto appariva di tale portata che, se non si fossero presi provvedimenti, lo stato di degrado si sarebbe fatto tanto grave da far temere che la farmacia deveniet ad nihilum223.

Anche la farmacia ricomincia a funzionare con la ripresa dell'attività ospedaliera dopo gli anni di chiusura dell'ospedale: il 20 gennaio 1538 gli amministratori prendono contatti con il farmacista Gabriele de Fiambertis, disposto ad assumersi l'onere di aprire una farmacia all'interno dell'ospedale per fornire i medicinali necessari, ad un prezzo inferiore rispetto ad altri offerenti224. Informatisi de qualitatibus et condicionibus del de Fiambertis, il 23 aprile 1542 lo assumono cum salario convenuto225. Circa un anno dopo, con l'intento di raccogliere utili informazioni atte a garantire una maggiore funzionalità alla farmacia, si delibera di ricorrere alla qualificata consulenza del farmacista dell'Ospedale Maggiore di Milano226.

Abbreviazioni, sigle e riferimenti bibliografici

ASP = Archivio di Stato di Pavia

OSM = Ospedale San Matteo

cart. = cartella

LC = Libro Convocati (ASP, Archivio OSM)

I (28 novembre 1451 - 5 luglio 1476) cart. 676.

II (25 agosto 1476 - 31 dicembre 1508) cart. 678.

IV (13 aprile 1530 - 23 gennaio 1538) cart. 679.

V (18 aprile 1540 - 27 dicembre 1556) cart.680.

1 - Le tre figure della Pietà - il Cristo morto sorretto dalla Vergine e da San Giovanni - del rilievo attribuito ad A. Mantegazza, sono il simbolo dell'ospedale; e l'epigrafe sottostante può considerarsi il manifesto programmatico dell'attività da esso svolta: "Questa città un tempo capitale del regno, città generosa, famosa per i suoi uomini, eccelsa casa per i poveri, porta a compimento quest'opera di pietà: qui il malato, grazie alle cure prestate dal medico ritrova la salute, qui l'indifeso vive al sicuro, qui domina una sola fede". Posto in origine sul fronte meridionale dell'ospedale, è oggi sostituto da una copia, essendo l'originale al Museo del Castello di Pavia. (Cfr. D. Vicini, Il castello Visconteo di Pavia e i suoi musei. Guida, Pavia 1984, p. 71). L'ospedale fu intitolato a S. Matteo perché sorse là dove era ubicato l'omonimo monastero benedettino soppresso da papa Nicolò V nel settembre 1449.

2 - La prima pietra fu posta il 29 giugno (S. Pietro); e quarant'anni più tardi, nello stesso giorno, veniva posta la prima pietra del duomo di Pavia, quasi per accomunare due istituzioni ugualmente rilevanti per la città.

3 - Per una visione generale della situazione cfr. R. Crotti Pasi, Il sistema caritativo-assistenziale: strutture e forme di intervento, in Storia di Pavia, III/I, Dal libero comune alla fine del principato indipendente, Pavia 1992, pp. 359-408.

135 - Vastissima è la bibliografia su questo tema. Si citano qui a scopo orientativo: J. Imbert, Histoire des hôpitaux en France, Toulouse 1982; M.D. Grmek, Le médicin au service de l'hôpital médiéval en Europe occidentale, in "History and Philosophy of the Life Science", vol. 4, n. 1 (1983), pp. 25-64; M. Mollat, Hospitalité, hôpitaux et médicin, relazione tenuta alla XIV settimana di studio "L'emergenza storica nelle attività terziarie (secc. XII-XVIII)", Istituto Internazionale di Storia Economica "Francesco Datini", 1982.

136 - C. Cosmacini, Malattie, medicine e strutture sanitarie, in Ambiente, mentalità e nuovi spazi urbani tra medioevo ed età moderna, Milano 1987, p. 137.

137 - Statuta hospitalis Sancti Mathei Papiensis, ASP, Archivio OSM, cart. 1, parte II, cap. XXXVI.

215 - LC I, LC II. Per il 1488 e per il 1491 è attestata una minuta di bilancio della farmacia con la chiusura dell'esercizio in attivo. Cfr. O. Mangili, L'Ospedale S. Matteo di Pavia. Origini, vicende ed episodi in cinque secoli di vita (1449-1949), Pavia 1969, pp.159-160.

216 - Statuta, II, cap. XXXIX.

217 - LC II, 5 settembre 1484.

218 - LC II.

219 - Si ricorda l'allontanamento dal servizio di alcuni famuli (LC II, 17 gennaio 1507). E' registrato nel 1499 un atto di teppismo da parte di uno studente ai danni della farmacia e del farmacista. Cfr. M. Mariani, Vita universitaria pavese nel secolo XV, Pavia 1899, p. 135.

220 - LC II.

221 - LC II, 3 ottobre 1490

222 - Molti debitori della farmacia sono soci della confraternita e figurano essere creditori dell'ospedale in altri settori: costoro non potranno più avere vocem in hospitale se prima non avranno provveduto a pagare quanto dovuto (LC II, 27 dicembre 1502). Sono registrati anche numerosi condoni di debiti contratti con la farmacia in considerazione dello stato di povertà del debitore.

223 - LC II, 2 dicembre 1497 e 29 marzo 1500.

224 - LC IV.

225 - LC IV, 17 marzo 1538; LC V.

226 - LC V, 14 maggio 1543

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